
Il gruppo Percorsi Precari e l’Associazione Macramè, con il finanziamento Giovani Produttori di Significati della Regione Veneto e in collaborazione con l’Ufficio Progetto Giovani, organizza un ciclo di seminari rivolti a giovani lavoratori in situazioni contrattuali e di inserimento precarie.
Calendario dei seminari aperti:
26 Marzo 2010
“Afferare le opportunità” Seminario attivo – Prof. Giuseppe Pollina
23 Aprile 2010
“Il lavoro in scena” Sociodramma pubblico – Dott.ssa Sonia Liburdi
21 Maggio 2010
“Orienta il tuo lavoro”
Seminario attivo – Dott.ssa Anna Galiazzo
I seminari si svolgeranno dalle 17:00 alle 20:00 a Progetto Giovani, Centro Culturale Altinate/San Gaetano (secondo piano) via Altinate 71, Padova.
Per partecipare agli incontri occorre iscriversi. Compila la scheda di iscrizione
torniamo tra pochi giorni con ghiotte novità e con alcuni incontri pubblici.
stay tuned!

Non fate gli stage. Non fate gli stage. Ripeto: non fate gli stage. Piuttosto lavorate gratis per un ente di volontariato, ma non fate gli stage non retribuiti. E’ ora che le aziende la smettano di prendere lavoro dalle persone senza pagarlo.
http://www.lucasartoni.com/
Luca Sartoni propone qualche consiglio per chi cerca lavoro.
Non possiamo che sottoscrivere e condividere l’opinione dell’autore, almeno per quanto riguarda lo sfruttamento spesso celato dietro la parola stage. Potete trovare anche seguire e intervenire nell’interessante discussione scaturita dal post di Luca qui.

Tremonti e il posto fisso. Una lucidissima analisi su La Stampa da parte di Barbara Spinelli la trovate qui: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=4534

Bellissimo cortometraggio diretto da Fausto Caviglia che sintetizza con cinica ironia la situazione di due consulenti finanziari che hanno perso il lavoro nella laboriosissima Milano: http://it.qoob.tv/video/clip_view.asp?id=13674

Laureato in Economia e Commercio, californiano, Daniel Seddiqui avrebbe voluto fare l’analista finanziario per una grossa società. Dopo innumerevoli colloqui e nessun posto di lavoro non si da per vinto e si butta testa e corpo in un progetto quanto meno bizzarro: trovare 50 “lavori” (precari, precarissimi) in 50 stati (siamo in USA) in 50 settimane.
La certezza e la stabilità di un lavoro a settimana. C’è poco da sorridere secondo noi.
Qui un intervista in italiano: http://intervistemadyur.blogspot.com/2009/07/intervista-daniel-seddiqui-cerca-di.html
Qui il blog di Daniel: http://www.livingthemap.com/Living_the_Map/Living_the_Map/Living_the_Map

L’INCHIESTA NIDIL CGIL. La ricerca condotta dal sociologo Vittorio Rieser mette in evidenza un paradosso locale e nazionale: il titolo di studio penalizza sul mercato.
Per chi non studia è più facile avere un impiego a tempo indeterminato. I diplomati e laureati nel mercato del lavoro bresciano sembrano doversi rassegnare ad una lunga ricerca, spesso ad un posto dequalificato rispetto al titolo di studi. È quanto emerge da un’inchiesta della Nidil Cgil in collaborazione con la Camera del lavoro bresciana, che ha commissionato al sociologo Vittorio Rieser una ricerca basata su un focus group di 62 persone. EMERGE, non con dati statistici ma attraverso testimonianze personali simili, un’Italia insoddisfatta, involuta, individualista e atomizzata. «Colpisce – spiega Rieser – che quasi nessuno sia soddisfatto della propria condizione, e le attribuisce cause politiche (dalla deregolamentazione del mercato del lavoro alla politica imprenditoriale e di governo), mentre le ipotesi di cambiamento sembrano più progetti di adattamento che di reale svolta». Il campione è concentrato su una fascia d’età fra 30 e 40 anni. Prevalentemente da chi è entrato nel mercato del lavoro già flessibile e deregolato. Solo una minoranza di casi ha una coerenza fra livello di qualificazione, contenuti professionali, inquadramento contrattuale e titolo di studio. TRE sono i profili individuati che dividono il campione in tre parti uguali da una ventina di persone ciascuno. Le persone di bassa scolarità e che fanno un percorso di lavoro operaio abbastanza regolare hanno un approdo rapido a un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Si tratta prevalentemente di maschi italiani, meno le donne e gli immigrati. Gli altri due tipi riguardano casi con scolarità alta o medio alta. Il primo mostra coerenza professionale e riguarda lavori nel campo dell’educazione/insegnamento, assistenza, sanità, settore bancario. Solo pochissimi di questi sono sfociati in un lavoro stabile. Sono interessati uomini e donne, ma non immigrati. L’ultimo tipo raggruppa gli «accidentati», ovvero lavoratori dequalificati nelle mansioni rispetto ai titoli di studio (le donne sono prevalenti): spesso precari per scelta (con la speranza di migliorare), ma occupati per necessità, con un atteggiamento di adattamento e rassegnazione.
Da Bresciaoggi di sabato 3 ottobre 2009
Solcando.com
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